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  • lorenzo grandi

Il fotografo: carisma e poker!


Per chi di voi vuole intraprendere la carriera del fotografo e anche per chi è già un fotografo professionista, posto alcune riflessioni che sono scaturite dalla mia trentennale esperienza sul campo, prima come art director e poi come fotografo.

Cosa distingue un professionista affermato da uno sconosciuto? Quale differenza c'è tra l'arte e l'artigianato dei due opposti di questa professione? Siamo sicuri che in termini assoluti quello più pagato sia anche il più bravo?

Bè, potrei portarvi un parallelo tennistico... Il campione spagnolo Nadal lo scorso anno disse in un'intervista che se non riconoscessimo i volti e i nomi dei giocatori durante un allenamento, non potremmo distinguere  il numero 200 dal il numero 1 del ranking. Effettivamente giocano in maniera simile. La differenza è che il numero 1 vince i tornei e l'altro non passa le qualificazioni. Il primo vivrà di rendita il resto della vita, il secondo farà il maestro. Dove sta il segreto? Il segreto è mentale, è nei particolari. Il segreto sta nella capacità di volere a tutti i costi mettersi nelle condizioni migliori per vincere, cercando di non imbrogliarsi da soli, cercando di fare tutto quello che è possibile per raggiungere l'obiettivo, anche andando contro le più logiche regole del gioco.

Appunto: avere le condizioni migliori e averne voglia!

Anche nel campo fotografico, potremmo affermare che il miglior fotografo è colui che attraverso il carisma e la volontà cerca di mettersi nelle migliori condizioni per ottenere il massimo dal suo lavoro. Questa caratteristica innata e molto istintiva, consente attraverso il carisma del fotografo, di ottenere il meglio per mettersi nelle condizioni di fare un lavoro ottimo; un lavoro che serva soprattutto per la reputazione futura.

Badate bene, non è una cosa semplice, che basta volerla. Ad esempio, io non ci sono mai riuscito. C'è chi ce l'ha e c'è chi se la deve sudare. Carisma dunque? Sì, possiamo ben dirlo. Questo tipo di personalità che è nata negli anni '80, è stata alimentata dal settore della moda, dove ogni cazzata prendeva valore se detta dalla bocca di qualcuno di "accreditato", o ridiventava una cazzata se usciva dalla bocca sbagliata.

Ecco allora,che iniziarono a crescere indisturbate le personalità che si nutrono di aggressività verbale, sfuriate da prima donna e cura dei particolari maniacale. Chiunque possa definirsi sano di mente e abbia partecipato a qualche riunione preparatoria di un lavoro nel settore del fashion, potrà confermare su quali fragili basi si fondi questo ambiente. Va benissimo essere pignoli, ma la maggior parte di quelli che ho incontrato si sofferma sui particolari, perché è l'unico appiglio per non svelare la vera mancanza di talento.

"Soffermati sui particolari che fai sempre bella figura.!!!"

Non importa se la foto che stai facendo è uguale a tutte le altre, l'importante, è controllare quella microscopica pieghetta che fa la cintura. Solo così avrai il lasciapassare per il mondo dei giusti!

Suona un po' come la Regola che mi suggeriva il mio vecchio art director quando ero un ragazzino apprendista, e che affermava che "raffinato" è "sottile", cioè per essere eleganti basta scrivere in un font sottile e leggero. Non aveva tutti i torti, anche se questa regola faceva giocare tutti in difesa "creativa"...

Comunque, questa è la regola: devi essere maniacale sui particolari.

Purtroppo molti di quelli che in mancanza di talento si applicano con devozione ai particolari, si scordano poi il quadro generale! Ma chi se ne importa. L'importante è dibattere del nulla e soprattutto, farlo con convinzione. Ho assistito su Sky Arte ad un docufilm sulla Carine Roitfeld, ex direttrice di Vougue Francia, intenta a creare la sua nuova rivista CR. Durante un briefing per decidere il format della pubblicazione, l'art director spiegava come avrebbe concepito l'impaginato. Era fatto da una mezza rivista con un senso di lettura e l'altra mezza capovolta, con due copertine opposte. Cavolo che idea!!!! Era una cosa semplicemente già fatta almeno un centinaio di volte, e almeno un migliaio di volte nei magazine giapponesi, ma lì ne parlavano come se fosse l'idea del secolo. Ebbene, la sola presenza della Roitfeld bastava a giustificare l'entusiasmo per un'idea banale. A questo proposito, potete dare un'occhiata al video di questa pagina dove Tom Ford crea una storia per la Roitfeld, e ha un picco creativo degno di una bimba di 6 anni. Ma l'importante non è l'idea, è colui che l'esprime.

Se guarderete il docufilm per intero, potrete invece godere nel vedere quel vecchio cagnaccio di Bruce Weber mettere in riga tutti con un semplice sorriso. "Col cazzo che fotografo delle modelle anoressiche!" - Per lui, solo per lui, libertà totale e un servizio che della moda attuale a pochissimo da spartire, ma che sotto il profilo artistico è perfetto. Grande Bruce!!!

Tornando a noi, ovvero al mondo umano, e soprattutto tornando a me, posso solo considerare che se ragiono in questa maniera sarò sempre un cane in chiesa. Ma me lo merito. Come quella volta in cui stavo facendo un servizio in Via Montenapoleone e stavo fotografando una modella che doveva simulare di fermare per strada un taxi: ci fu una discussione unilaterale da parte dello stylist sul come avrebbe dovuto chiamare con la mano un taxi. Lei alzava la manina, mentre lui affermava che avrebbe dovuto alzare un ditino. Dopo qualche minuto di questa inutile odissea, guardai l'anziano stilista/cliente e non riuscii a trattenermi dall'affermare che erano cazzate solenni, inutili e al limite dell'azzenza di razio. Ecco, lo avevo fatto di nuovo: avevo detto la pura verità! Lui mi guardò in silenzio e capii dai suoi occhi che la pensava come me, ma non l'avrebbe mai detto in pubblico. Doveva reggere il gioco e farlo alle regole dettate da quell'ambiente.

Ecco. Uno come me può lavorare in quell'ambiente? NO! Se voi volete farlo, adeguatevi e discutete due ore del ditino e della manina e non fatevi passare per il cervello l'idea che di fronte alla vita, quel particolare sia paragonabile ad una merda pestata. Passate molto tempo in locali di tendenza, dove un finto Hipster farà finte composizioni floreali di tendenza di fianco ad un finto trio jazz del cazzo e non immaginatevi mai da anziani a pensare a quante inutilità avete fatto per tutta la vita.

Entusiasmatevi del nulla, e dibattete per ore sul tacco intercambiabile color rosso. Mangiate alla moda e scordatevi le tagliatelle col ragù. Siate amorevoli con tutti, ma rigorosamente per finta! Amate platonicamente quella nevrotica della stylist e create con lei una complicità femminile. Al limite, se ne siete capaci, seducetela e simulate amore.

Ecco cosa dovete fare per essere "alla moda".

Quindi, questo mondo poco scientifico e molto approssimativo, vive in realtà di grandi personalità e si nutre del loro carisma. Anche per i fotografi vale la stessa cosa. Fondamentalmente è il carisma che li accompagna a stabilirne il valore. Essenzialmente è la cerchia di amicizie che hanno e l'utilità reciproca con queste che crea il "lavoro". Questi fotografi, questi art, si alimentano del loro stesso ambiente, forse d'istinto, forse per questioni di circostanza, forse perché hanno capito prima di altri il quadro generale dell'essere umano prestato al fashion. Dunque, essere prime donne ripaga. Essere carismatici e utili per gli altri ripaga ancora di più.

Per perseguire questa strada ne ho viste di tutti i colori. Ho visto fotografi pretendere tre assistenti, ho visto pretendere attrezzature sofisticatissime, ho visto rifiutare di fotografare una modella non all'altezza della reputazione del fotografo...Ho visto simulare omosessualità!

Mi sono sentito imporre non più di 5 scatti al giorno. 5 scatti al giorno!!! Io che ne faccio circa 25, fatti male, poi...

...Poi sono quello scarso e mal pagato, quello da catalogo usa e getta. Eh, certo, con 5 scatti potrei ragionare di più, cambiare le luci, studiare le cose meglio. Allora, perché non lo faccio? allora, perché anche sapendo che "lui" ha ragione non lo faccio anch'io?

Semplice, non lo faccio, perché non ne ho la forza, non ho la forza per rischiare di perdere il lavoro a costo di salvaguardare la mia faccia. Se mi chiedono di fotografare su una gamba sola lo faccio, se mi propongono una modella sbagliata perdo una settimana di fotoritocco piuttosto che dire di no.

Allora, come fanno questi fenomeni?

Dividiamo i fenomeni in due classi ben distinte. Tutti mettono in atto un bluff ad uso e consumo del cliente e del team, come a poker, ma partono da due condizioni differenti.

Alcuni possono bluffare, semplicemente perché hanno alle spalle qualche tipo di rendita, insomma, non hanno bisogno di lavorare e perdere un lavoro da schifo non cambia nulla. Che sia l'eredità del nonno che ha lavorato in nero per 60 anni o il paparino industriale, cambia poco: non deveono azzuffarsi per pagare le bollette.

Gli altri, sono grandissimi bluffatori di natura, gente di puro carisma. Non gliene frega nulla se perdono il cliente, l'importante è uscirne sempre a testa alta. Sono i veri fenomeni. Di solito emanano qualche feromone particolare per cui le donne si invaghiscono e si rilassano. 

In quest'ultima categoria c'è una specie di misteriosa aurea che protegge l'audace e lo eleva agli occhi degli altri. Come scritto prima, già il fatto di avere il meglio attorno a sè per attrezzatura, per location, per collaboratori, porta inesorabilmente il lavoro ad un piano più alto di quello del fotografo senza carisma.

Quindi, anche in presenza di due artisti posti sullo stesso piano creativo e tecnico, possiamo trovarne uno alla corte dei migliori brand e l'altro a fotografare aziendine artigianali da pochi euro.

Per finire questo lungo post, ecco il consiglio. Ecco la morale. Non ammazzatevi di tecnica, non studiate troppo la "fotografia". Piuttosto, esercitatevi nell'arte del carisma. Andate in quel bel locale con il finto Hipster e se percepite che non vi piace l'ambiente, stetene alla larga e cambiate mestiere. Siate stronzi e siate pignoli sul nulla, e se non lo siete di natura, rassegnatevi a fotografare il negozio sotto casa.

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© 2019 Lorenzo Grandi